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PostHeaderIcon Il Diamante di Gould

 

Salve a tutti cari lettori,
in questa pagina vi racconterò la storia che narra l’inizio dell’”amore” tra me ed i Diamanti di Gould (Erythrura gouldiae).
Nasco come un grande appassionato di animali e natura in genere, possedendo da sempre pesci, tartarughe, conigli e gli immancabili uccellini. All’età di sedici anni, comincio ad appassionarmi sempre più al mondo dei volatili, iniziando ad allevare per lo più i carissimi e sempre amati Diamanti mandarino. Avevo visto anni prima dei Diamanti di Gould in qualche fiera, ma, seppur restando incantato dal loro fascino, non mi ero mai deciso ad acquistarli. Nel 2008 mi decisi, dovevo assolutamente possedere una coppia di questi bellissimi gioielli!
Navigando su internet mi imbattei in un annuncio messo da una signora della mia città, la quale cedeva coppie di Gould. Perfetto! La mia occasione era arrivata! Impazientemente le telefonai e presi un appuntamento. Qualche giorno dopo andai a casa sua e lei mi portò nella sua veranda adibita ad allevamento. Si notava subito l’amore e la passione che ci metteva nel tenere al meglio quegli esseri viventi. Rimasi incantato difronte ai Diamanti di Gould che aveva, così colorati e così tranquilli tanto da non temere la presenza di un estraneo, tant’è che un maschio mi cantava a pochi centimetri da me.  Al momento della scelta dei soggetti non avevo dubbi sul maschio: LUI! Il soggetto canterino che mi aveva tanto rapito con la sua confidenza nei miei confronti, un bellissimo Testa-nera Petto-bianco dell’anno precedente. La scelta della femmina fu un pò più difficile, in vendita erano rimaste femmine Pastello (Gialle), in piena salute sicuramente ma ero più attratto dai colori ancestrali. Alzai gli occhi e nella gabbia sovrastante notai una bella femmina Testa-nera Petto-viola. Dopo qualche insistenza, la gentile signora cedette accontentandomi. Avevo la coppia più bella che potessi immaginare!


Tornato a casa non stavo nella pelle, li sistemai in una bella gabbietta e corsi subito a scrivere sul forum di questo sito, per raccontare l’evento, corredato di foto dei soggetti!
Ero totalmente inesperto e, seppur avessi letto parecchie informazioni sul web, non avevo ancora alcuna esperienza diretta con gli arcobaleni viventi che mi ritrovavo davanti. I soggetti si ambientarono e qualche settimana dopo misi il nido.

Fui supportato e seguito perfettamente dagli utenti del forum di Mister Mandarino (che ringrazio) ed in particolar modo dalla mitica Silvana che ricorderò per sempre, rivedendola sempre in ogni Gould che ho.
Il maschio cominciò ad imbottire il nido e dopo circa dieci giorni arrivò il primo ovetto. Ero entusiasta e non sapevo come comportarmi. In seguito arrivarono il 2°, il 3°,4°,5° uovo…fino ad arrivare alla bellezza di quattordici uova! Non riuscivo a spiegarmi una cosa del genere e gli esperti del forum immaginarono che si erano accavallate due deposizioni. Delle quattordici uova, nessuna fu mai covata. Il maschio stazionava nel nido per qualche ora durante il giorno, dopodichè nessuna cura parentale. La delusione era davvero molta, lo ammetto, ma non mi diedi per vinto. Acquistai una coppia di Passeri del Giappone ed un’altra coppia di Diamanti di Gould. Le due coppie deposero quasi in sincronia ed io passai le uova alla coppia di Passeri e a due coppie di Diamanti mandarino che avevo adeguatamente preparato. Nacquero sei piccoli, tutti svezzati perfettamente. Intanto la seconda coppia acquistata depose altre cinque uova che lasciai a loro. Erano ottimi covatori ed alla nascita dei piccoli furono anche ottimi allevatori, svezzando in purezza altri cinque piccoli. Insomma, qualche mese dopo l’inizio della mia avventura con i Gould, mi ritrovavo già con undici novelli, cinque dei quali allevati in purezza. Mi sentivo molto fortunato!


A partire da marzo del 2009 i novelli iniziarono a mutare ed a rotolarsi nell’arcobaleno, diventando undici soggetti dai colori strabilianti. Facendo alcuni scambi con amici, riuscii a formare altre sei coppie. Spostai tutti i soggetti nel balcone interno di casa mia ed alla fine di agosto misi i nidi. Subito tutti i soggetti cominciarono a mettersi al lavoro corteggiandosi e preparando i nidi. Intorno a metà settembre avevo già molti nidi pieni di uova. Non riuscivo a crederci, degli uccelli definiti così “difficili” da allevare, stavano procedendo con una naturalezza e semplicità unica. Soggetti che non avevano nemmeno un anno compiuto, covavano ed allevavano alla perfezione. Allevando all’esterno dovetti terminare il periodo riproduttivo, mio malgrado, verso la fine di novembre (per via del freddo incalzante). Quell’anno svezzai venticinque novellini.


L’anno seguente formai altre coppie, arrivando ad un totale di dodici coppie di Gould. Tutti gli altri novelli furono sparpagliati in giro per la Sicilia, affidati a persone delle quali potessi fidarmi.  Ancora oggi sono in contatto con parecchi clienti (diventati ormai AMICI) con i quali ci aggiorniamo sulla situazione dei nostri beniamini variopinti.
Quell’anno il numero dei novelli che ebbi aumentò,  mi ritrovai il gabbione con almeno cinquanta novelli! Inutile dire che, da totale incompetente, divenni un allevatore “competente”, iniziando a dare consigli ai neofiti…passando quindi da “Alunno” a “Maestro” !
Certamente con la mia esperienza diretta,  ho avuto modo di conoscere il carattere dei Gould ed entrare in piena sintonia con loro.  Ho confermato ed appurato informazioni che mi erano state dette da altri  ma ho anche acquisito nuove informazioni (spesso notizie che sfatavano i vecchi “luoghi comuni” e le “convenzioni”) che ho puntualmente condiviso con tutti gli amici allevatori.
Prima fra tutte, l’informazione che ho avuto modo di “sfatare” è stata l’equazione:  allevato in purezza= ottimo allevatore,  allevato da balie= cattivo allevatore. La prima coppia che acquistai fu allevata in purezza, eppure non covarono nessuna delle uova deposte e gli undici novelli che mi nacquero la prima volta, sei allevati da balie e cinque in purezza, furono ottimi covatori ed allevatori. Ovviamente questa situazione ebbi modo di constatarla ed avvalorarla sempre più anche negli anni a seguire. La mia visione riguardo tal argomento è che ci troviamo davanti ad esseri viventi, con caratteri ed istinti diversi. Noi abbiamo il dovere di metterli in condizione di poter vivere al meglio e riprodursi, ma starà a loro il decidere se farlo nel migliore dei modi o no. Loro dipendono da noi ma non eseguono i nostri ordini e le nostre aspettative,  pertanto dobbiamo sempre ricordare che non possiamo obbligarli a fare ciò che non vogliono e che restiamo in ogni caso degli spettatori della natura.
Ad egual alloggiamento, egual alimentazione, mantenimento ed attenzioni, alcune coppie decidono di riprodursi, altre no e non ci resta altro da fare che sperare in un loro cambiamento di intenzioni. Inoltre i Gould non ci danno alcuna certezza sui loro comportamenti, essendo talvolta imprevedibili. Coppie che covano ed allevano in maniera egregia, la volta seguente potrebbero non farlo e viceversa! Pertanto io credo che bisogna sempre dare una seconda o terza occasione a coppie che non sembrano voler mettere su famiglia! Certamente i Passeri del Giappone ci danno una grandissima mano in tutto questo ma anche loro restanocomunque degli esseri viventi e non “macchinette” al nostro servizio!
I gould in natura costruiscono nidi nelle cavità degli alberi, da qui nasce l’abitudine di fornire loro il nido cosiddetto “a doppia camera”, nel quale si sentono protetti e tranquilli. La teoria dice che gli si dovrebbe fornire il nido a doppia camera dato che i Gould amano il buio (quasi pesto) che esiste nella seconda camera di quest’ultimo. Nella mia esperienza ho potuto constatare che ciò non è affatto vero ed anzi, preferisco lasciare sempre qualche fessurina aperta dalla quale entra luce (in alcuni casi entra abbastanza luce, tanto da far penetrare anche alcuni raggi solari!). In questo modo i soggetti vedono meglio gli eventuali piccoli e posso dire che le probabilità di ottenere la purezza, potrebbero aumentare.
Ad ogni modo, chiunque voglia iniziare l’avventura con questo magnifico Diamante, deve essere preparato all’idea che possa non essere un’esperienza facile, ci potranno essere delusioni(specialmente iniziali), ma se non ci si darà mai per vinti, allora ci saranno anche anche tante gioie e soddisfazioni.

Andrea Condorelli

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PostHeaderIcon La mia esperienza con il Diamante codalunga

Capo d’Orlando, 17/02/2011

Mi chiamo Dario Sirna e vivo in Sicilia, precisamente a Capo d’Orlando (ME). Di recente ho ridato vita ad una mia antica passione, risalente all’età dell’infanzia, l’allevamento di uccellini. Entrato nelle vetrine dell’ornitologia commerciale ho deciso, incoraggiato da un amico, di iniziare con i Diamanti mandarino. Successivamente, a distanza di solo qualche mese, avendo avuto la possibilità di acquistare da un negozio del centro Italia, ho comprato anche una coppia di Diamante codalunga, altrimenti qui non reperibili.

Tramite la rete informatica, il consulto di commercianti del settore e di qualche allevatore locale, ho assunto tutte le possibili informazioni che potevano essere utili non solo per il mantenimento della coppia, ma anche per la sua riproduzione. Non nascondo che i primi tentativi sono stati dei clamorosi insuccessi, infatti, come una profezia, tutte le difficoltà e le contrarietà lette sul WEB, relativamente alla riproduzione si sono puntualmente realizzate.

In particolare succedeva che, dopo una cova assidua e impeccabile da parte di entrambi i genitori, arrivata la schiusa delle uova, i piccoli pulli li trovavo sul fondo della gabbia, morti o quasi e con ferite sugli arti. Consultatomi con vari allevatori della specie e di specie differenti, mi confermavano la regolarità di questo comportamento, consigliandomi di affidare tutto alle balie al fine di evitare la strage.

Qualcosa però in tutto questo non mi convinceva e in particolare come era possibile che dopo un’impeccabile cova, questi uccellini che mostravano un grande e sincero zelo nella cura e difesa delle uova, potessero alla fine distruggere il tutto uccidendo o lasciando morire senza pietà i pulli per poi ricominciare immediatamente una nuova cova, con zelo ancora maggiore! L’unica cosa, tratta da queste prime esperienze, di cui ero assolutamente certo era che proprio questo grande zelo dei genitori nei confronti delle uova poteva essere la chiave di tutto. Mi continuavo a dire che era impossibile che venissero uccisi i piccoli dopo una così grande cura prestata dai genitori in tutte le fasi riproduttive antecedenti la schiusa delle uova.

Dopo qualche giorno di riflessione arrivavo alla seguente conclusione.

Lo zelo dei genitori nei confronti delle uova è talmente alto che qualora esse non si aprissero simultaneamente a pagarne le conseguenze sarebbero i primi nati; proprio per la difesa e/o cura delle uova ancora da schiudersi, i primi nati vengono considerati degli estranei intrusi e quindi da allontanare per difendere le uova restanti o lo zelo nella cova delle rimanenti uova impedisce alla madre di abbandonarle anche per il breve tempo di uscire a mangiare per imbeccare i primi nati. La nascita di uno, due pulli non stimola la mamma sufficientemente. I pulli essendo molto piccoli non riescono a spingere sotto il ventre della mamma al punto da darle l’input per l’imbecco.

Una combinazione dei fattori 1) e 2);

Nell’ipotesi di una cura troppo grande nella cova delle uova avrei comunque dovuto riportare un successo con la nascita dell’ultimo pullo, in quanto finite le uova da covare la madre poteva dedicarsi alla crescita del piccolo, solo che nella mia breve esperienza ciò non era verificabile in quanto c’era sempre un uovo apparentemente pieno che non si apriva mai, a parte che all’inizio, per invogliare la madre a deporre, utilizzavo uova finte, le quali ovviamente non si aprono mai.

Successivamente, iniziata una nuova cova di cinque uova, il giorno della schiusa mi resi conto della nascita di tre piccoli pulli. Avendoli trovati col gozzo vuoto decisi di trasferirli ad una coppia di D.M. in cova. Fortunatamente un’illuminazione, direi quasi “divina”, (io sono credente, osservante e praticante) mi suggerì di passare la nidiata dei D.c. ai Diamanti mandarino e viceversa. Era giunta la svolta. Mentre i D.c. continuavano a covare le uova dei D.m., per i quali ancora il tempo della schiusa non era compiuto, i D.M. crescevano tutti i pulli dei Codalunga. Superati tre-quattro giorni dalla nascita di tutti i cinque Codalunga, prima che si schiudessero le uova dei D.m. rifeci il cambio, restituendo ai D.c. i loro piccoli di tre-quattro giorni e ai D.m. le loro uova, ancora non schiuse. Con grande gioia per me il cambio venne accolto di nuovo favorevolmente da entrambe le coppie, così i D.c. crebbero in salute i lori piccoli con lo stesso zelo e la stessa cura prestata per le uova da covare, e pure i D.M. fecero la loro numerosa nidiata.

Quando i pulli dei D.c. si fecero abbastanza grandi la madre mostrò i segni chiari dell’inizio di una nuova fase riproduttiva. Separai i genitori dai pulli e immediatamente spuntarono le prima uova.

Relativamente alle cause reali di questo mio primo successo ero ancora incerto, in cuor mio speravo che, dopo questa prima esperienza di genitori, la femmina e il maschio non presentassero più comportamenti anomali durante la nascita dei piccoli e invece fu proprio il contrario, il primo nato lo ritrovai moribondo, ferito a sangue in tutti gli arti, seppellito sotto la iuta del nido, lontano dalle uova in cova. Ovviamente non persi tempo e rifeci ciò che avevo già fatto la prima volta, ossia feci cambio di uova, affidando quelle dei D.c. ad un coppia di Passeri del Giappone e le uova di queste ai D.c. Tutte le uova dei D.c. si aprirono e dopo tre-quattro giorni dalla loro nascita li ripassai ai genitori, restituendo nel contempo ai P. del G. le loro uova covate dai D.c.

Con grande successo i D.c. hanno accolto e stanno crescendo i loro ultimi piccoli.

In conclusione sembra possibile asserire, da quanto accaduto, che il problema del rigetto dei nascituri sia legato proprio ai giorni della schiusa e non a un problema comportamentale di rifiuto categorico dei genitori a crescere in cattività i pulli.

Invito tutti gli allevatori a riflettere attentamente su queste mie due esperienze e a fornire ulteriori apporti alle stesse al fine di aiutare l’ornitologia a trovare la chiave di lettura di determinati anomali comportamenti di riproduzione.

Inoltre, ritengo corretto il confronto sull’argomento con altri allevatori per una condivisione di esperienze che possano alla fine essere utili a tutti e ciò, in primo luogo per la salvaguardia delle specie e per la difesa di ogni vita, anche animale.

Dario Sirna

PostHeaderIcon Mostra Zebra’s 2010

 

Anche quest’anno si è svolta a Reggio Emilia, il 25-26 settembre, ZEBRA’S, la mostra specialistica degli Estrildidi organizzata dal Club dell’Esotico e Italia Zebravinken Club.

Quest’anno ancora più bella degli anni passati; sono stati allestiti due locali, uno per la mostra scambio dove fino allo scorso anno si svolgeva anche la mostra vera e propria ed uno per l’esposizione di tutti i volatili, utilizzando l’ex locale dei Colombofili. E’ stato ristrutturato e rinfrescato e così è stato possibile ospitare tutti i soggetti ingabbiati che quest’anno hanno superato ancora una volta il numero dell’anno precedente, ebbene sì, ci sono stati ben 1040 ingabbi, un record che comunque sarà destinato ad essere superato il prossimo anno!

Tanti Diamanti mandarino, di ogni varietà di mutazione ma anche tanti altri Esotici che finalmente cominciano a ricomparire, come i piccoli Esotici africani, Bengalini ventre arancio, Astri di S.Elena, Becchi di corallo, molti Diamanti australiani, compreso il Bavetta……. e poi per gli appassionati del Passero del Giappone, la Specialistica del nuovo Club del Passero del Giappone, diversi interessanti soggetti nelle varie mutazioni.

Zebra’s è ormai divenuto un appuntamento imperdibile per chi si vuole misurare con i migliori allevatori europei, diversi infatti sono stati i partecipanti non italiani.

L’altro appuntamento amato da molti è il pranzo che organizziamo noi amici di Mister Mandarino insieme al Club del Passero del Giappone. Ogni anno vede sempre un maggior numero di allevatori ed appassionati che si ritrovano intorno a questa bella tavola imbandita da tante prelibatezze regionali e extra preparate o non da noi.

E’ un’occasione per rivedere vecchi amici o conoscerne di nuovi e dare finalmente un volto a chi scrive sul forum. Un grande grazie a tutti e al prossimo anno!

 

 

 

 

 

Testo di Sabina Romoli e foto di Sabina Romoli e Alessandro Ascheri

 

PostHeaderIcon Il Forum di Mister Mandarino

 

Ci ritroviamo tutti nella Community!

Il Forum di Mister Mandarino

 Troverete tantissime notizie interessanti nelle varie sezioni specifiche, sul Diamante mandarino e su tutti gli altri Estrildidi.

Il Forum è al suo QUINTO anniversario!!!!

 

PostHeaderIcon CALENDARIO MOSTRE CLUB DELL'ESOTICO I.Z.C 2010

 

ZEBRA’S 2010

25/26 Settembre 2010 Reggio Emilia

Per informazioni contattare Manuele Piccinini cell. 3395990432

 

XXIII MOSTRA ORNITOLOGICA DEL VENETO ORIENTALE

7/10 Ottobre 2010 Pramaggiore (VE)

Per informazioni contattare Franco Berdondini Cell. 3358130247

 

MISTER MANDARINO

8/10 Ottobre 2010 Quarrata (PT)

Per informazioni contattare Alessandro Storai 3295946130 – 3939021089

 

ZEBRAVINKEN SHOW NORTH SECTION

14/17 Ottobre 2010 Como

Per informazioni contattare Fabio Mognoni cell. 3355430652

 

FRINGILLIA

30/31 Ottobre 2010 Bellaria (RM)

Per informazioni contattare Bruno Zamagni tel 0541933472 – 3391846228

 

EXOTICA 2010

28 Ottobre / 1 Novembre 2010 Faenza (RA)

Per informazioni contattare Manuele Piccinini cell. 3395990432

 

INTERNAZIONALE

14/21 Novembre 2010 Reggio Emilia

Per informazioni contattare Manuele Piccinini cell. 3395990432

RAGUSA 2010

24/28 Novembre 2010 Ragusa

Per informazioni contattare Giuseppe Campo cell. 3334561548

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