PostHeaderIcon Esotici africani…. che passione!

 

Fra tutte le specie di esotici che allevo e che ho allevato sicuramente i piccoli Estrildidi africani occupano un posto di rilievo nel mio piccolo allevamento ed in particolare il Cordon blu ed Amaranto del Senegal sui quali è rivolta attualmente la mia massima attenzione e spero pertanto di raggiungere un buon numero di coppie riproduttrici.
In questo scritto parlerò essenzialmente delle mie esperienze personali di allevamento con la speranza che possano essere di aiuto a tutti coloro che amano questi piccoli e deliziosi uccellini.

In passato i più difficili che ho avuto il piacere di riprodurre sono stati i Becco di corallo ed i Guance arancio la cui riproduzione è avvenuta in una voliera di media grandezza (1,30 x 1,30 m alta 2 m) e con fondo di terra. In base alla mia esperienza ci sono diversi fattori che giocano un ruolo importante per la riuscita della riproduzione in purezza di queste specie e non solo.

Primo è l’allestimento interno dell’aviario: ho inserito molta vegetazione, sia vera che finta, di vario genere e in ogni angolo ho sistemato i nidi in modo che avessero la possibilità di scegliere la posizione preferita. Ho usato sia nidi classici a cassetta che a pera, quest’ultimi però di dimensioni più grandi di quelli classici ed hanno gradito entrambi i tipi.

Secondo, è il periodo di riproduzione. Se si alleva all’esterno è assolutamente obbligatorio iniziare a primavera inoltrata fino alla fine dell’estate e non oltre. Le ore di luce e la temperatura sono le due parole chiave soprattutto per i novellini che risultano essere particolarmente delicati e suscettibili alle basse temperature durante quasi tutto il periodo dello svezzamento che, fortunatamente, dura relativamente poco rispetto ad altri esotici più comunemente allevati.

Terzo, ma non meno importante, è l’alimentazione. Quando si mette la coppia in riproduzione è bene iniziare a somministrare delle prede vive per poi aumentare la dose alla nascita dei pulli. Infatti, durante i primi dieci giorni di vita l’apporto proteico è di vitale importanza per lo sviluppo. Trascorso questo periodo possiamo tranquillamente diminuire la dose giornaliera di insetti per poi eliminarla e fornirla occasionalmente.
Come la maggior parte degli allevatori di Esotici africani l’insetto più fornito è la tarma della farina che è apprezzata e facilmente reperibile. Nonostante quelle di dimensioni più grosse sembrino essere “succhiate” dagli uccellini, i miei esemplari preferiscono le tarme di pochi millimetri che mangiano per intero. Detto questo, sarebbe opportuno attrezzarsi di un bel termario in modo da avere sempre disponibili le tarme appena nate!
Oltre alle tarme della farina si possono fornire moscerini della frutta, afidi, uova di formiche e termiti. La varietà degli insetti reperibili è strettamente legata al secondo fattore (periodo di riproduzione). Ma non solo, grazie alla bella stagione è anche possibile reperire le erbe prative che gradiscono tantissimo e sono di aiuto nell’allevamento dei piccoli.
Inutile dire che non devono mai mancare gli alimenti comuni, misto di semi per esotici, pastoncino, grit, sali minerali, osso di seppia, acqua fresca e bagno a volontà. Attenzione a togliere il bagnetto quando i pulli sono prossimi all’involo, vi sembrerà incredibile ma quando escono dal nido sono così piccoli ed impacciati che potrebbero affogare in pochi centimetri d’acqua.

Non è strettamente necessario possedere una voliera, ci sono molti allevatori che allevano in gabbia, anch’io per motivi logistici e di praticità dovrò molto presto utilizzare le gabbie, tuttavia è consigliabile alloggiarli nella gabbia più grande che possiamo permetterci e se si riesce a rispettare buona parte di quanto appena descritto le possibilità di riuscita saranno sicuramente maggiori.
La voliera resta comunque la scelta numero uno per questi tipi di uccellini e per le coppie più difficili ed avere la possibilità di osservarli svolazzare all’interno dell’aviario resta per me una cosa alle quali non rinuncio tanto facilmente.
Non posso negare che occorre anche una buona dose di fortuna soprattutto nel formare le coppie e questa è la nota dolente, primo perché queste specie non sono facili da reperire e secondo perché non costano poco.
A me è successo tante volte di avere coppie che non si piacevano e quando questo accade non c’è niente da fare! Nella stragrande maggioranza dei casi è la femmina a fare “la difficile” non accettando il maschio.

Gli Amaranto del Senegal, al contrario, sono molto inclini alla riproduzione e di tutti i soggetti che ho e che ho avuto non ho mai riscontrato un comportamento simile. Fortuna? Non saprei.

Il discorso è invece completamente diverso se si parla di capacità di allevamento ed una nota di mertio la devo assolutamente dare al Cordon Blu che dimostra una tale devozione nel covare ed accudire i pulli paragonabile solo ai Passeri del Giappone.

Spero che tutti questi piccoli Esotici tornino a popolare le gabbie di molti allevatori e nonostante non siano tra i più facili da allevare, tanto da essere sconsigliati a chi non ha un minimo di esperienza, sono sicuramente tra gli Estrildidi più simpatici e particolari che io abbia mai allevato.

Paola Falchi

 

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