PostHeaderIcon INTERVISTA A VINCENZO PUCCIO E FABRIZIO CAIOLI

 

Durante la manifestazione specialistica ZEBRA’S tenutasi a Reggio Emilia il 25 settembre 2011, ho avuto l’occasione di intervistare due miei amici e allevatori professionisti del Diamante mandarino.

Il mio intento è quello di portare al pubblico due diverse testimonianze di allevatori che si dedicano da anni all’allevamento e selezione del nostro amato Esotico. Sono iscritti ambedue al Club dell’Esotico e all’Italian Zebravinken Club e hanno entrambi ottenuto svariati titoli con i loro campioni.

Ma veniamo alla nostra intervista…

Quale specie allevate?

V.Puccio) Diamanti mandarino anche se negli anni ho allevato contemporaneamente altre specie.

F.Caioli) Anche io ho allevato altre specie di Estrildidi, come Erithrure e Lonchure.

Da quanti anni allevate?

V.Puccio) Circa diciotto anni.

F.Caioli) Da ventitré anni.

Quali mutazioni di Diamanti mandarino selezionate?

V.Puccio) La Grigio Petto-nero, Grigio Guancia-nera, Grigio Faccia-nera, Grigio Guancia-nera Dorso-chiaro, Feomelanico Petto-nero Petto-arancio, Grigio Petto-nero Petto arancio, Grigio Mascherato Petto-nero e combianzioni varie.

F.Caioli) La Grigio e Bruno Mascherato, Grigio Dorso-chiaro e Pastello Dorso-chiaro.

Dove allevate?

V.Puccio) In un capanno in muratura all’aperto, all’interno ci tengo le gabbie per le coppie e cinque volierette per i novelli. All’esterno ho due voliere di m 2 X 2 dove tengo separati maschi e femmine.

F.Caioli) Allevo in un fondo al chiuso di m 5 x 4, in gabbie di diversa misura.

Quante coppie riproducete?

V.Puccio) Metto in cova ogni anno cinquantadue coppie e non uso balie.

F.Caioli) Io metto in cova venti coppie ed anche io non uso balie.

Qual’è il vostro metodo?

V.Puccio) Finita l’Internazionale di Reggio Emilia, a fine Novembre, comincio a formare le coppie. Scelgo prima i riproduttori nei mesi precedenti in base anche alle varie mtazioni disponibili. Una volta pensate le coppie da formare, metto i maschi da soli e tengo le femmine nelle volierette da cm 120. Ho poi un registro dove annoto ogni anno i vari soggetti, così in base all’albero genealogico, scelgo la femmina adatta a quel dato maschio e la metto nella gabbia del maschio. Da settembre uso un programmatore di luce e posticipo piano, piano lo spegnimento della luce fino ad arrivare ad avere quattordici- quindici ore di luce poi metto nell’acqua dei beverini le vitamine E ed A e fornisco del pastone proteico, il tutto per scaldare le coppie.

F.Caioli) Uso lo stesso metodo di Vincenzo, io aspetto di avere tredici-quattordici ore di luce costante ed uso neon normali.

Consigli da dare.

V.Puccio) Mettere tanta passione in quello che facciamo e accoppiare con fini espositivi. Si deve avere ben chiaro dove si vuole arrivare, essere sempre molto critici con i propri soggetti, vedere dove peccano e cercare altri soggetti anche in capo al mondo per migliorare le caratteristiche dei nostri soggetti.

F.Caioli) Non allevare troppe mutazioni e sceglierle anche in base allo spazio disponibile. Due, tre mutazioni, secondo me sono il numero giusto specialmente per chi inizia. Si deve avere costanza e scegliere mutazioni che piacciono e comunque mutazioni base che sono utili per il proseguimento della selezione.

Un grazie di cuore ad entrambi per i preziosi consigli!

Sotto alcuni soggetti di Vincenzo Puccio

 

Sotto alcuni soggetti di Fabrizio Caioli

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