Questa pagina è per spiegare e mostrare l’occorrente per intraprendere al meglio l’allevamento del nostro beneamato Diamante mandarino.

Gentile visitatore sei in procinto di iniziare una nuova avventura; hai pensato che il cinguettio degli uccellini e il loro frusciare d’ali è un qualcosa che ti fa sentire bene; quindi non ti accontenti più di vederli o sentirli da lontano ma li vuoi avere sempre con te, vuoi vedere come si riproducono, cosa mangiano. Al mercato rionale, a una mostra, da qualche tuo amico, o semplicemente nella vetrina di un negozio, hai visto un simpatico uccelletto di modeste dimensioni, ma molto vitale e discretamente colorato. Hai chiesto con molta curiosità il suo nome e ti hanno risposto che si tratta del Diamante mandarino (oppure Bengalino chi ancora non ha capito la differenza). Hai deciso, è proprio lui che vuoi conoscere più da vicino!

Non puoi più aspettere, prendi il portafogli, guardi dentro con ottimismo e con l’adrenalina nel sangue ti dirigi verso quel bel negozio che hai visto più volte ma che non avevi mai osato varcare la soglia. Entri dentro, ti senti un po’ frastornato ma con passo deciso ti avvicini al banco e chiedi di vedere i Diamanti mandarino. Il negoziante ti mostra una grande gabbia, guardi dentro perplesso; non sono tutti uguali, la scelta è ardua.

A questo punto voglio venirti in aiuto; la prima cosa da guardare con attenzione è come si presenta l’uccellino:

sta gonfio con le penne un po’ arruffate?

gli mancano diverse penne in più parti del corpo?

è claudicante?

sta con la testa sotto l’ala?

Se noterai anche soltanto una di queste cose, opta per un soggetto magari che ti piace meno come colore ma che sicuramente avrà meno problemi dell’altro.

A questo punto ti ritrovi con una scatolina in mano e due esserini (hai pensato che quel bel maschietto che cantava tutto baldanzoso non poteva rimanere senza una femminuccia) un po’ recalcitranti; e ora che fai?

Prendi quella bella gabbietta tutta colorata, con gli specchietti e l’altalena o l’altra più sobria ma che in compenso costa meno?

Ammetto che le gabbie colorate di forme particolari sono più carine da tenere esposte in casa, ma se teniamo di più al nostro amico Diamante mandarino, è meglio prendere una semplice gabbia rettangolare, con dei posatoi che vanno da parte a parte e senza nessun tipo di giocattolo (adatti invece per i pappagallini) che toglierebbe solo dello spazio.

  

 

Ovviamente quando hai comperato la coppia, hai pensato che ti sarebbe piaciuto vedere come si riproducono e come sono i piccoli.

Allora ti hanno detto che ci voleva un nido dove la coppia oltre che deporci le uova l’avrebbe usato anche come dormitorio.

Ma che nido acquistare

quello grazioso in vimini a forma di pera?

quello con la gabbietta di metallo e il cestino di vimini da mettere dentro?

quello di legno con il foro tondo o rettangolare?

quello di plastica con il frontale mezzo aperto?

 

 

 

 

 

 

Devo premettere che il Diamante mandarino non ha gusti difficili in fatto di nidi, per quanto lo riguarda farebbe il nido anche “sotto la ruota di un treno”. Quindi a questo punto, ti consiglio di scegliere quello più comodo a te. Il migliore fra questi sopra elencati è senza dubbio quello di plastica che si attacca esteriormente allo sportellino o in gabbie grandi anche interiormente e lo si può togliere e lavare tutte le volte che occorrono. Quello in vimini a pera che è senz’altro il più gettonato lo sconsiglio di tutto cuore. Sarà difficile ispezionare l’interno, cosa che invece andrà fatta giornalmente una volta che la coppia avrà deposto le uova. Non parliamo poi della pulizia di questo, dovrai staccarlo dalla gabbia infilando la mano in gabbia con grande spavento dei volatili e con il rischio che ne scappi qualcuno, dovrai poi prelevare il contenuto, uova o nidiacei, togliere il materiale sporco, aiutandoti poi con un ferretto per staccare bene tutto quanto; ti accorgerai poi che il nido non tornerà perfettamente pulito. Per farlo tornare come prima e per disinfettarlo, occorre lavarlo. Mettilo nell’acqua con un po’ di Lisoformio e tienilo in ammollo per un quarto d’ora; poi mettilo ad asciugare.

Infine per tenere pulita la gabbia dei tuoi piccoli amici piumati, ci sono diverse soluzioni. Se il fondo della tua gabbia è di quelli in plastica che si leva e si mette aprendo e chiudendo dei ganci, allora consiglio di metterci la lettiera quella in granuli, tipo quella da gatti. Se invece ha il fondo che si estrae tirando in avanti, allora si può usare anche della carta gialla (quella che usavano i macellai). Mi raccomando, la carta è più comoda ma va cambiata molto più spesso.

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