Ad alcuni di voi sarà successo di veder nascere, dopo tanta attesa, i piccoli Diamanti mandarino ma haimé, dopo pochi giorni li avete trovati morti o nel nido o addirittura sul fondo della gabbia. Ad altri sarà invece capitato di veder crescere molto, molto lentamente i propri Diamantini e ogni volta che avete aperto il nido per controllare i loro gozzi, avete notato che erano sempre più vuoti che pieni.

Vi sarete chiesti, se esiste un rimedio per evitare tutto ciò.

Vi posso dire per mia esperienza, che a prescindere dalla vere cause (malattia, difetto congenito, poco istinto allevatorio ecc.) che possono portare ad avere il problema sopra detto, l’unica cosa che può aiutare i pulcini a sopravvivere o almeno ad avere qualche speranza in più, è aiutarli con delle imbeccate artificiali, cioè con l’alimentazione allo stecco.

Questo modo di alimentare i piccoli in difficoltà è molto conosciuto da chi alleva i Canarini, gli Indigeni e soprattutto i Pappagalli. Questa pratica, conosciuta ormai da molti anni, avendo dato spesso esiti positivi, ha raggiunto oggi giorno un traguardo molto importante, quello di poter allevare in modo quasi completamente artificiale, diversi tipi di uccelli per poi tenerli come pets; infatti oramai quasi tutti sanno che allevando un uccellino a mano gli diamo l’ “imprinting” dell’essere umano. Una volta adulto, continuerà a stare vicino a noi senza avere nessuna paura e verrà a prendere il cibo dalle nostre stesse mani.

Per quanto riguarda il Diamante mandarino, il discorso è un po’ diverso, in quanto allevare interamente a mano questo uccellino è un’impresa veramente ardua. Ma questa tecnica risulta utile nei casi che ho citato sopra.

Adesso vi spiegherò cosa occorre per fare questa “pappa” e come darla ai piccoli:

1) Acquistare la polvere da imbecco, la vendono nei negozi dove hanno gli uccellini. Ne esistono di varie marche.

2) Occorre la polvere, un po’ d’acqua calda, un bicchierino di plastica, un cucchiaino e uno stuzzicadenti.

3) Preparare la pappetta pochi minuti prima di darla ai pullus; una volta fredda va gettata.

4) Mettere un mezzo cucchiaino di polvere nel bicchierino, nel frattempo scaldare un pochino di acqua sul fuoco, appena comincia a fare le bollicine, togliete l’acqua e con il cucchiaino mettetela nel bicchierino; mettete per cominciare tre cucchiaini, poi con il dorso sempre del cucchiaino mischiate il composto; se vi sembra ancora troppo sodo aggiungeteci pian, piano un altro po’ d’acqua sempre michiando molto bene, fino ad ottenere una pappa fluida e liscia.

Ovviamente per un pullo di pochi giorni la pappetta dovrà essere molto più liquida rispetto a quella da dare ad un uccellino più grande.

5) Prendete lo stecchino (più fine possibile) e tagliateli la punta aguzza.

6) Immergete lo stecchino nella pappa e avvicinatelo al becco del piccolo, questo affamato spalancherà il becco e vi sembrerà che voglia ingoiare lo stecchino, non abbiate paura, ma con delicatezza lasciate fare al pullo. Continuate a dargli la pappa fino a che vedrete il gozzo abbastanza gonfio o che il piccolo non chiede più.

Vi assicuro che è un’esperienza molto bella, da provare; vedere queste minuscole creaturine ingurgitare quello che voi avete preparato è veramente emozionante, se sopravviveranno voi avrete contribuito a farlo e avrete partecipato in diretta ad uno dei tanti belli eventi che la natura ci offre.