Nelle prime pagine del sito, ho già scritto a proposito del pastoncino, ma avevo anche scritto che avrei parlato ancora di questo argomento per gli allevatori veri e propri di questo estrildide.

Il pastoncino è ormai risaputo essere uno degli alimenti fondamentali per l’allevamento dei pullus che tanto è già stato scritto e discusso; quindi probabilmente non dirò assolutamente niente di nuovo, ma tra le tante opinioni già dette, qui aggiungo anche la mia, chissà che la mia piccola esperienza non possa servire a qualcuno.

Come ho già accennato nelle prime pagine, uso due tipi di pastoncino, uno per il periodo delle cove e uno per tutti gli altri periodi; per prima tratterò di quello per la cova.

Il Diamante mandarino non è il canarino, come questo non è il cardellino e così via; con questo voglio dire che anche se essi appartengono tutti all’ordine degli uccelli, ognuno di loro ha un’ esigenza alimentare diversa dall’altro. Detto questo, secondo me, anche il pastoncino deve essere personalizzato a seconda della specie che uno alleva. Personalmente, in sette anni di allevamento, ho avuto la possibilità di provare diversi pastoncini del commercio, anche se conoscendo la biologia dell’uccellino, mi sono sempre orientata su un certo tipo di pastone. Senza fare la pubblicità a nessun prodotto vi voglio elencare le caratteristiche che secondo me dovrebbe avere un pastoncino per essere adatto ai nostri beniamini: è meglio di tipo secco, più noioso perché va bagnato con l’acqua ma da preferire perché meno ricco di grassi e più facilmente lo si può amalgamare con sali minerali, vitamine e quant’altro; è preferibile che abbia una granulometria fine per essere più appetito, è meglio se non contiene semi perché possibile fonte di malattie e in definitiva non servono; che contenga uova, fonte di grande nutrimento e non dannose per nessun colore del piumaggio; con poco o con nessun contenuto di zucchero, di nessuna utilità ai piccoli organismi; la percentuale di proteine dal 16% al 17%, di grassi dal 3% al 6% circa. Queste grosso modo le cose da guardare prima di acquistare un pastone; per quanto riguarda le vitamine, gli oligoelementi, i sali minerali, i probiotici etc., può o no contenerli, a seconda del tempo che l’allevatore ha da dedicare alla sua preparazione.

A proposito di tempo, io ne ho sempre abbastanza poco ma quest’anno ho voluto provare a fare un pastone casalingo che secondo me è piuttosto valido per gli esotici, in particolare lo gradiscono molto, i Diamanti mandarino e i Passeri del Giappone, poco o per niente appetito dai Diamanti di Gould; per altre specie esotiche non ho i dati. Provatelo e poi ditemi come è andata. In fondo alla pagina è riportata la ricetta.

Altri punti importanti da segnalare sono che il pastoncino è sì importante nell’alimentazione dei piccoli di mandarino ma non è vitale; conosco diversi allevatori che o per mancanza di tempo o per non avere trovato ancora il prodotto adatto, non somministrano nessun tipo di pastoncino ai loro Diamantini, senza per questo arrecare danno. Anch’io, ai Diamanti mandarino in voliera (che non seleziono), non sempre somministro loro il pastoncino e se lo metto è di tipo già pronto all’uso.

Per quanto riguarda la mia personale esperienza però, non posso giudicare il risultato finale, cioè la taglia più o meno grossa dei soggetti, in quanto in voliera per la maggior parte sono uccellini di taglia ancestrale. Altra osservazione fatta è quella che ogni singolo soggetto per avere una crescita rapida e armoniosa dovrebbe mangiare ogni giorno sia una parte di semi che di pastoncino; ho infatti notato che se una coppia gradisce particolarmente il pastone, riempie il gozzo quasi esclusivamente con questo. La crescita così facendo è leggermente rallentata, pur se con gozzi sempre pieni e le feci sono molto abbondanti, richiedendo così una pulizia giornaliera dei nidi. Se vi accade ciò, l’unica cosa da fare è dare il pastoncino a giorni alterni.

Concludo questo discorso dicendo che il pastoncino è un valido aiuto per il piccolo Diamante mandarino, per la sua crescita e il suo sviluppo sano; fornendo anche il pastone oltre ai semi, siamo sicuri che un po’ tutti i nutrienti saranno più o meno assimilati dal piccolo.

Il pastoncino che fornisco negli altri periodi, è un pastoncino straordinario che lo si potrebbe usare anche per l’allevamento; è un pastoncino del commercio di una nota ditta, già pronto, completo anche di vitamine e probiotici, con circa il 15% di proteine e il 6% di grassi. E’ morbido pur essendo abbastanza povero di grassi, contiene riso, semi d’avena e niger. Ottimo nel periodo della muta, per la crescita del piumaggio e il rafforzamento della struttura del soggetto. Comincio a dare questo pastoncino verso i venti giorni, quando iniziano a svezzare, così i piccoli si abituano a mangiarlo insieme ai genitori. E’ molto appetito e sono in pochi a non gradirlo. Lo fornisco tutti i giorni anche per la preparazione delle coppie; le femmine in special modo e mentre depongono le uova ne mangiano una discreta quantità.

Base per pastoncino: farina, uova, lievito di birra 1000 g  X  15,51  %  (percentuale proteica) = 155,1 g
Semolino 200 g  X 18,00  % (percentuale proteica) = 36,00 g
Piselli (farina) 200 g  X 26,00  % (percentuale proteica) = 52,00 g
Farina di mais bramata 100 g  X 7,50  % (percentuale proteica) = 7,50 g
TOTALE 1500 g       TOTALE PROTEINE   250,60 g
Percentuale proteica  250,60 : 15 =16,707          

 

Base per pastoncino: farina, uova, lievito di birra 1000 g  X  3,63  %  (percentuale lipidica) = 36,30 g
Semolino 200 g  X 0,75  % (percentuale lipidica) = 1,50 g
Piselli (farina) 200 g  X 3,00  % (percentuale lipidica) = 6,00 g
Farina di mais bramata 100 g  X 0,60  % (percentuale lipidica) = 0,60 g
TOTALE 1500 g       TOTALE LIPIDI   44,40 g
Percentuale lipidica  44,40 : 15 =2,960      

Percentuali proteiche e lipidiche degli ingredienti sono riprese dalle tabelle riportate sulle confezioni che acquisto, ma possono variare da marca a marca.

Preparo il pastoncino mischiando tutti gli ingredienti perfettamente polverizzati con del riso soffiato preventivamente rinvenuto nell’acqua, fino all’ottenimento di un composto soffice e mischio il tutto con una piccola dose di spirulina.