Sono sicuramente molte le persone che hanno sentito dire e letto sui libri che riprodurre i Diamanti mandarino è estremamente facile; questa affermazione può essere o non essere vera, adesso vi spiego il perché. 

I Diamanti mandarino allevati oramai da diversi decenni in cattività sono insieme ai Canarini e ai Pappagallini ondulati fra gli uccellini più conosciuti e ospitati nelle nostre case e l’ho detto io stessa in questo sito che riprodurre questi uccellini non è difficile, anzi il difficile è proprio il farli smettere. Come in tutte le cose, anche in questa c’è però il rovescio della medaglia. 

I Diamanti mandarino per chi non lo sapesse, esistono in due versioni, quella simile all’ancestrale, cioè di piccola taglia (circa cm 10) e quella di taglia maggiorata (circa cm 12). Generalmente, quelli di piccola taglia se sono in salute non hanno difficoltà a riprodursi, basta seguire qualche regola di base; quelli di taglia maggiorata selezionati da alcuni anni dagli allevatori per poi esporli alle mostre (quelli piccoli non sono da esposizione), danno invece diversi problemi. Probabilmente l’averli trasformati in soggetti in grado di non sfigurare alle mostre con un canarino o qualunque altro uccellino, ha reso i nostri Diamantini meno rustici, perdendo così anche un po’ del loro istinto allevatorio. Quando parlo con i miei amici allevatori, le conclusioni sono sempre le stesse, ci lamentiamo che gli allevatori di specie diverse ci etichettino sempre come quelli che “allevano gli uccellini facili”. Facili forse lo erano, ma ora così selezionati non lo sono più. Quanta pazienza e quanto lavoro stanno dietro a un bel soggetto da esposizione! Già scegliere le coppie non è facile perché, se non sono ambedue del tuo allevamento, non sai di preciso se sono portatori o meno di una mutazione e quindi il risultato estetico non è assicurato. Inoltre sempre per quanto riguarda l’aspetto, non sempre da due soggetti di taglia grossa nascono tutti di uguale taglia, poiché il gene ancestrale è quasi sempre il più forte; comunque a parte quest’argomento che riprenderò in un altro articolo, devo dire che difficoltà si trovano anche nell’affinità di coppia; quante volte mi è successo che dopo aver sognato per mesi il risultato di una certa coppia, non ho poi ottenuto assolutamente niente o poco più. Con questo intendo dire che non sempre accoppiando un bel maschio a una bella femmina tutto fila liscio. 

Rare volte, ma è successo, uno di loro non ne vuol sapere dell’altro, oppure vanno d’accordo ma non si accoppiano. Altre volte succede che i due designati si accoppiano, fanno le uova ma quando poi si arriva al giorno della speratura di queste, ci accorgiamo che purtroppo queste non sono buone. Ci sono anche problemi nella deposizione; alcune volte succede che le femmine pur accoppiandosi non depongono nessun uovo oppure a stento riescono a deporne uno o due . Ma come mai, vi chiederete, ci sono tutti questi problemi? 

I problemi sono tanti perché, secondo me, anche le cause sono tante. 

La salute, la buona forma fisica, innanzi tutto, sia da parte del maschio che della femmina; devo dire che purtroppo non sempre questo è possibile capirlo guardandoli semplicemente, basta invece un piccolo malessere sia dell’uno che dell’altro per mandare all’aria tutto. Anche l’alimentazione può essere una causa, le coppie che pensiamo di far riprodurre vanno alimentate per tempo con molti semi, pastoncino, vitamine e sali minerali e alloggiati in gabbie sempre molto pulite per evitare il più possibile che qualsiasi tipo di batterio o muffa possa nuocere alla salute. Un’alimentazione adeguata è utile sia per irrobustire i soggetti che per portarli più velocemente all’accoppiamento.

I soggetti particolarmente grossi possono avere problemi di fecondazione, sia per l’eccessivo piumaggio intorno alla cloaca (quindi merita tagliare con molta attenzione le piumette che la coprono), sia per la goffaggine del maschio nel saltare sopra la femmina. Un’altra causa può essere la consanguineità che nel Diamante mandarino non è ben tollerata; accoppiando fratello e sorella si ottiene spesso prole debole oppure con difetti ancora più numerosi rispetto agli altri tipi di accoppiamento. Altri problemi arrivano anche dopo la deposizione; ci sono coppie, spesso nel primo anno di età, che per la poca esperienza, non covano le uova oppure le covano per qualche giorno e poi le abbandonano o addirittura le covano di giorno ma non di notte; insomma ce ne sono per tutti i gusti. L’unica soluzione per questo non può essere altro che passare le uova ad un’altra coppia. 

Due uova deposte dalla stessa femmina, quello di destra contiene due tuorli. Qualche volta succede, ma i due gemellini non nasceranno mai. 

 

Arrivati al momento fatidico della schiusa delle uova, arrivano anche nuovi intoppi. Capita che qualche pullo non ce la fa ad uscire e muore soffocato; ho notato che questo succede spesso perché la membrana della camera d’aria che si trova nella parte tonda dell’uovo (il polo ottuso) si adagia sulla testa dell’uccellino appiccicandosi sopra, impedendo così al piccolo l’uscita. Anche questo lo so per esperienza; spesso accade per una cattiva conservazione dell’uovo prima che cominci ad essere covato. Infatti il Diamante mandarino non cova dal primo uovo ma dal terzo-quarto e così accade che nel frattempo l’uovo covato un po’ sì e un po’ no, magari in un ambiente con troppa o poca umidità, si sciupa pur permettendo all’embrione di svilupparsi. Altre volte succede, anche se più raramente che il piccolo non esce perché non è girato dalla parte giusta, un po’ come il bambino che nasce dai piedi; purtroppo nel nostro caso c’è poco da fare, infatti io delle volte me ne sono accorta che il piccolo stava rompendo la parte alta dell’uovo, ma aprendolo pian piano, vedevo che il pulcino era già morto.

 

 I piccoli nascono regolarmente, tutto bene? Niente affatto, anche dopo questa tappa i problemi non mancano. 

La prima cosa da osservare è se i pullus sono vitali ed aprono il becco a lungo dondolando la testolina. Se ciò non accade, le probabilità che i piccoli sopravvivano sono pressoché nulle. Il pulcino sano è relativamente grosso e soprattutto in carne, le ossa dello sterno non si devono vedere e la pelle deve essere liscia e tirata; da tenere sott’occhio i piccoli che sono magri e con la pelle avvizzita e quelli che non aprono quasi mai il becco e mandano indietro il capo fino a rovesciarsi. 

 

Per i pulcini in difficoltà, specialmente nei primi cinque giorni di vita, si può dare loro un aiuto imbeccandoli allo stecco . Acquistate una di quelle polveri per l’imbecco dei nidiacei (personalmente trovo ottima “Nutrient plus” della Chemi-vit), prendete un bicchierino di plastica, mettete un po’ di polvere e con un cucchiaino mettete dell’acqua calda precedentemente bollita, mescolate piano, piano con il dorso del cucchiaino per non formare grumi e continuate ad aggiungere acqua fino ad ottenere una crema fluida, più o meno densa a seconda dell’età dei piccoli. Prendete poi uno stuzzicadenti, il più fine possibile e tagliategli la punta; a questo punto senza farla raffreddare, si somministra ai pullus la pappa che al contatto dello stecchino spalancheranno il becco e ingurgiteranno con spaventosa voracità il liquido. Purtroppo questo aiuto umano, spesso e volentieri serve solo ai piccoli sani per crescere più velocemente e vigorosi; a quelli deboli, serve solo per allungargli l’agonia, ma chi resiste senza far niente alla vista di questi esserini così indifesi? 

 

Dopo aver letto tutto questo vi sentirete un po’ titubanti e chi non ha mai allevato i Diamanti mandarino starà pensando di non provare a farlo, ma per rincuorarvi vi dico che questi problemi non sono solo di questa specie, anzi l’allevamento di altri uccellini può a questo aggiungere anche altre difficoltà. Ricordatevi sempre, che per ottenere dei buoni risultati nell’allevamento degli uccelli, dovete seguire delle regole basilari che sono: 

- scegliere una coppia perfettamente sana e robusta; 

- fornirgli cibo adeguato in grande quantità; 

- evitare loro qualsiasi tipo di stress.