Il PASTONCINO è un alimento importantissimo per i nostri uccelli in cattività. Senza questo alimento, i soli semi non basterebbero a coprire il fabbisogno giornaliero di proteine, grassi e fibre. Ecco che da quando esiste l’allevamento degli uccelli in gabbia, l’allevatore o il detentore dei pennuti ha cercato di trovare un alimento che completasse la dieta granivora.

I pastoni industriali esistono relativamente da poco, fino a pochi anni fa esistevano soltanto i pastoni caserecci. Quante ricette sono state create e tramandate da allevatore in allevatore e quante volte sono state trasformate secondo le proprie esigenze e le proprie convinzioni. Ogni allevatore che si rispetti si vanta di avere lui la ricetta miracolosa!

In realtà, devo dire che non esiste il pastoncino perfetto, in quanto ogni dieta, come accade per noi esseri umani, anche per gli uccelli deve essere fatta su misura. Una dieta bilanciata deve essere calcolata in rapporto a dove vivono gli uccelli (all’aperto, al chiuso), al numero di volatili per gabbia e per metro cubo di spazio, alla specie, al periodo (cove, muta, riposo), alla salute ecc.

 

Trovare la formula giusta per il proprio allevamento, grande o piccolo che sia, penso che sia veramente difficile. Secondo me, solo l’esperienza, l’osservazione e perché no, il monitoraggio delle abitudini dei nostri volatili può portare a scegliere o fare il pastoncino più adatto per il nostro allevamento.

L’ingrediente senz’altro più importante che non può assolutamente mancare nei pastoni, caserecci o industriali che siano, è l’ UOVO.

Alimento essenziale, ricco di molti principi nutritivi, un alimento completo. Per anni e penso ancora oggi, molti allevatori lo hanno dato ai loro uccellini, così da solo, tirando sù bellissime e sane nidiate.

Nei pastoncini poi oltre all’uovo, troviamo come ingredienti il pan di Spagna all’uovo, fette biscottate all’uovo ecc.

 

Oltre ai prodotti a base di uova, nei pastoncini moderni, più o meno innovativi, possiamo trovare una vasta gamma di sostanze che rendono quel pastoncino più o meno proteico, più o meno grasso, più o meno appetibile; vengono usati i cereali cotti, gli scarti dei panifici, farina di soia, farina di erba medica, farina di mais, farina di riso, caseina, latte in polvere, miele, frutta secca, insetti ecc.

Alcuni pastoncini per renderli più appetibili vengono integrati con semi come il niger e la canapa. Anche la granulometria è diversa da pastoncino a pastoncino per adattarsi meglio alla specie a cui è destinato.

La maggioranza dei pastoni in commercio contengono già le vitamine e gli oligoelementi.

Ogni anno le case produttrici studiano e ricercano nuove sostanze per rendere i loro pastoncini sempre più completi e adatti per la conduzione di un moderno allevamento che è sempre più formato da soggetti super selezionati ma haimé più delicati e portati ad avere patologie di vario genere.

Si sono scoperte sostanze come i fruttoligosaccaridi e i betaglucani capaci di aumentare la flora batterica buona e diminuire quella patogena, di migliorare l’assorbimento delle sostanze nutritive, di stimolare il sistema immunitario e di aumentare così la resistenza alle malattie.

Alcuni usano mettere i probiotici, altre sostanze che aiutano la flora intestinale e la digestione e rafforzano l’organismo dopo un uso di antibiotici.

Alcuni contengono anche zuccheri e additivi vari.