PIU' PREZIOSI DEI DIAMANTI

di Giuseppe Perdichizzi

La mia storia di ornitofilo comincia nel 1995 quando acquistai un'enciclopedia dedicata agli uccelli, di una nota casa editrice, molto interessante e tra gli uccelli esotici mi colpì un uccellino coloratissimo,  meraviglioso, me ne innamorai subito e pensai che avrei voluto averlo ma non sarebbe mai stato possibile acquistarlo in Italia,  poiché  non  lo avevo mai visto.

Da lì in poi fu un susseguirsi di casualità che mi portarono sempre più a lui e culminarono quando ebbi modo di visitare la fiera ornitologica a Rometta (Me) per cercare i Canarini e i Diamanti mandarino, sicuro di vedere qualcosa di nuovo. Andai con mia moglie e rimasi di stucco quando all’ingresso della mostra, vidi finalmente la meraviglia delle meraviglie, il Diamante di Gould.

Chiesi il prezzo, un po’ più caro dei Canarini ma abbordabile, ci pensai per tutta la fiera, poi dissi a mia moglie se era d’accordo a comprarne una coppia, lei acconsentì, così mi precipitai subito ad acquistarli.

Era autunno e faceva un poco di freddo, avendo letto che provenivano dall’Australia non li misi in voliera ma in una gabbia spaziosa e li tenni in casa. Purtroppo il maschietto non era  intenzionato a procreare e nonostante i miei sforzi non ottenni nulla così in primavera acquistai un nuovo maschio dallo stesso allevatore che mi aveva venduto la coppia. 

Gould


Formata la nuova coppia, la misi in voliera ed era sola con una coppia di Cardellini; lasciai stare l’idea di accoppiare i Cardellini e mi concentrai sui Gould. Misi in voliera delle piante e vi nascosi dentro un nido per Passeri del Giappone e ne misi un altro in alto, loro immediatamente riempirono di paglia il nido posto in alto, ignorando quello nella vegetazione.

Io ero al settimo cielo, non gli feci mancare nulla, dal pastoncino con gamberetti e piccoli insetti essiccati alle vitamine ed evitai di entrare dentro la voliera per diversi giorni e solo quando sentii pigolare, capii che si erano riprodotti.

Da qui ha avuto inizio la storia del mio allevamento dei Diamanti di Gould.

Dalla prima nidiata di questa prima coppia nacquero otto pulli ma ne rimasero solo sei in quanto uno prese il volo e l’altro morì. Nel frattempo acquistai una coppia di Passeri del Giappone che si riprodussero anche loro insieme ai Gould.

L’autunno scorso separai i genitori dai figli e misi i primi in una gabbia molto grande per farli riprodurre, cosa che avvenne regolarmente, ma non vrei mai pensato che i figli in voliera avrebbero fatto altrettanto.

Non vi ho detto che dei sei pulli uno solo è risultato maschio e gli altri cinque tutte femmine; una sola femmina ha mutato dopo qualche mese e si è rivelata essere una meravigliosa Testa nera Petto bianco,  gli altri cinque ancora oggi non hanno mutato completamente il piumaggio.

Gould

La femmina Testa nera (una delle due femminucce)

 

Ritornando al discorso precedente, misi in voliera dei nidi per i Diamanti mandarino, ovvero delle noci di cocco da me scavate e pulite, le quali furono subito apprezzate dalla femmina Testa nera e dal maschietto che aveva già una colorazione rosso acceso sulla punta del becco; li vidi accoppiarsi dentro una noce di cocco e successivamente avvenne la deposizione. Purtroppo come era prevedibile le uova non erano feconde per la giovane età del maschio. Qualche settimana dopo mi accorsi che il maschio portava dei fili di fieno, messi da me per i Diamantini mandarino, dentro un nido per Passeri del Giappone e fin qui nulla di strano, vidi anche la Testa nera entrarci e pensai che si era formata una coppia, non fu così. Più tardi mi accorsi che il maschietto non si era accontentato di una sola femmina, poiché lo vidi accoppiarsi con un’altra in una noce di cocco, era proprio un mandrillo!

Dopo qualche giorno mi accorsi che la femmina non mutata, che si era accoppiata nella noce di cocco, entrava ed usciva dal nido; c'era qualcosa di strano, ma non feci nulla, mi limitai ad osservare come è mia norma.

 

La femminuccia non mutata, incuriosita dalla macchina fotografica.

 


La sorpresa fu quando cominciai, giorno dopo giorno, a vedere uscire a turno dallo stesso nido la femmina non mutata, la Testa nera ed il maschio. Inizialmente pensai che mi fossi sbagliato e che ad uscire era sempre il maschietto con una femmina, non avendo i colori definitivi si poteva confondere con l'altra femmina; allora sono stato un po' di tempo ad osservarli, arrivando alla conclusione che era come detto prima, nel nido covavano due femmine ed un maschio.

Sorpresa delle sorprese dopo sedici-diciotto giorni (dalla deposizione del primo uovo) nacquero i pulli che venivano imbeccati dai tre genitori, se non fosse successo a me non ci avrei mai creduto.

Tutto questo si è svolto in una voliera di dimensioni m 2x 1x 2h, frequentata da quattro Passeri del Giappone che adesso hanno cinque Diamanti di gould che portano avanti loro, in quanto la madre Gould aveva deposto dieci uova e non ce la poteva fare a covarle tutte; inoltre convivono due Cordon blu, due Guancia arancio e quattro Diamantini mandarino.

La situazione ad oggi  2006, è che i piccoli Diamanti di Gould oramai usciti dal nido, non mi temono affatto, tanto da salirmi sul dito (non li ho mai forzati, ho solo avvicinato il dito alle loro zampine), i genitori li imbeccano con me in voliera e fine della storia vengono anche imbeccati dai Passeri del Giappone.

 
La femmina Testa nera che imbecca uno dei pulli .

 

Uno dei piccoli sul mio dito; come si vede è a suo agio.

 

L'alimentazione dei miei Diamanti di Gould è composta da semi per esotici, semi per indigeni, semi della salute (senza esagerare), pastone all’uovo, pastone con insetti secchi, verdure ed erbe prative, frutta, semi sbollentati e appena germinati, inoltre grit, osso di seppia, carbone per uso ornitologico, vitamine (quando necessarie), enterogermina nell’acqua e un regolatore intestinale nel pastone, ecco svelati i miei segreti per l’allevamento di questi Estrildidi.

I Gould sono uccelli, a mio avviso, fuori dal comune che comunicano con l’uomo e con i propri simili con un linguaggio complesso che non ha niente a che vedere con gli altri uccelli.