PIU' PREZIOSI DEI DIAMANTI
di Giuseppe Perdichizzi
La mia
storia di ornitofilo comincia nel
Da lì in poi fu un susseguirsi di casualità che mi portarono sempre più a lui e culminarono quando ebbi modo di visitare la fiera ornitologica a Rometta (Me) per cercare i Canarini e i Diamanti mandarino, sicuro di vedere qualcosa di nuovo. Andai con mia moglie e rimasi di stucco quando all’ingresso della mostra, vidi finalmente la meraviglia delle meraviglie, il Diamante di Gould.
Chiesi il prezzo, un po’ più caro dei Canarini ma abbordabile, ci pensai per tutta la fiera, poi dissi a mia moglie se era d’accordo a comprarne una coppia, lei acconsentì, così mi precipitai subito ad acquistarli.
Era autunno e faceva un poco di freddo, avendo letto che provenivano dall’Australia non li misi in voliera ma in una gabbia spaziosa e li tenni in casa. Purtroppo il maschietto non era intenzionato a procreare e nonostante i miei sforzi non ottenni nulla così in primavera acquistai un nuovo maschio dallo stesso allevatore che mi aveva venduto la coppia.
Formata la nuova coppia, la misi in voliera ed era sola con una
coppia di Cardellini; lasciai stare l’idea di accoppiare i
Cardellini e
mi concentrai sui Gould. Misi in voliera delle piante e vi nascosi
dentro un nido
per Passeri del Giappone e ne misi un altro in alto, loro
immediatamente riempirono
di paglia il nido posto in alto, ignorando quello nella vegetazione.
Io ero al settimo cielo, non gli feci mancare nulla, dal pastoncino con gamberetti e piccoli insetti essiccati alle vitamine ed evitai di entrare dentro la voliera per diversi giorni e solo quando sentii pigolare, capii che si erano riprodotti.
Da qui ha avuto inizio la storia del mio allevamento dei Diamanti di Gould.
Dalla prima nidiata di questa
prima coppia nacquero otto pulli
ma ne rimasero solo sei in quanto uno prese il
volo e l’altro morì. Nel frattempo acquistai una
coppia di Passeri del Giappone che si riprodussero anche loro insieme
ai Gould.
L’autunno scorso separai i genitori dai figli e misi i primi in una gabbia molto grande per farli riprodurre, cosa che avvenne regolarmente, ma non vrei mai pensato che i figli in voliera avrebbero fatto altrettanto.
Non vi ho detto che dei sei pulli uno solo è risultato maschio e gli altri cinque tutte femmine; una sola femmina ha mutato dopo qualche mese e si è rivelata essere una meravigliosa Testa nera Petto bianco, gli altri cinque ancora oggi non hanno mutato completamente il piumaggio.

La
femmina Testa nera (una delle due femminucce)
Ritornando al discorso precedente, misi in voliera dei nidi
per i Diamanti mandarino, ovvero delle noci di cocco da me scavate e
pulite, le
quali furono subito apprezzate dalla femmina Testa nera e dal
maschietto che
aveva
già una colorazione rosso acceso sulla punta del becco; li
vidi
accoppiarsi dentro una noce di cocco e successivamente avvenne la
deposizione.
Purtroppo come era prevedibile le uova non erano feconde per la giovane
età del maschio.
Qualche settimana dopo mi accorsi che il maschio portava dei fili di
fieno, messi
da me per i Diamantini mandarino, dentro un nido per Passeri del
Giappone e
fin qui nulla di strano, vidi anche la Testa nera entrarci e
pensai che si era formata una coppia, non fu così.
Più
tardi mi accorsi che il maschietto non si era accontentato di una sola
femmina, poiché lo vidi accoppiarsi con un’altra
in una noce di cocco, era proprio un mandrillo!

La
femminuccia non mutata, incuriosita dalla macchina fotografica.
La sorpresa fu quando cominciai,
giorno
dopo
giorno, a
vedere uscire a turno dallo stesso nido la femmina non mutata, la Testa
nera ed il
maschio. Inizialmente pensai che mi fossi sbagliato e che ad uscire era
sempre
il
maschietto con una femmina, non avendo i colori definitivi si poteva
confondere con l'altra
femmina; allora sono stato un po' di tempo ad osservarli, arrivando
alla conclusione che era come detto prima, nel
nido covavano due femmine ed un maschio.
Sorpresa
delle sorprese dopo sedici-diciotto giorni (dalla deposizione del primo
uovo) nacquero i pulli che venivano
imbeccati dai tre genitori, se non fosse successo a me non ci avrei mai
creduto.
Tutto questo si è svolto in una voliera di dimensioni m 2x 1x 2h, frequentata da quattro Passeri del Giappone che adesso hanno cinque Diamanti di gould che portano avanti loro, in quanto la madre Gould aveva deposto dieci uova e non ce la poteva fare a covarle tutte; inoltre convivono due Cordon blu, due Guancia arancio e quattro Diamantini mandarino.
La situazione ad oggi 2006, è che i piccoli Diamanti di Gould oramai usciti dal nido, non mi temono affatto, tanto da salirmi sul dito (non li ho mai forzati, ho solo avvicinato il dito alle loro zampine), i genitori li imbeccano con me in voliera e fine della storia vengono anche imbeccati dai Passeri del Giappone.
La femmina Testa nera che imbecca uno dei pulli .

Uno
dei piccoli sul mio dito; come si vede è a suo agio.
L'alimentazione
dei miei Diamanti di Gould è composta da semi per esotici,
semi per indigeni,
semi della salute (senza esagerare), pastone all’uovo,
pastone con
insetti secchi, verdure ed erbe prative, frutta, semi sbollentati e
appena
germinati, inoltre grit, osso di seppia, carbone per uso ornitologico,
vitamine
(quando necessarie), enterogermina nell’acqua e un regolatore
intestinale
nel pastone, ecco svelati i miei segreti per l’allevamento di
questi Estrildidi.
I Gould
sono uccelli, a mio avviso, fuori dal comune che
comunicano con
l’uomo e con i propri simili con un linguaggio complesso che
non ha
niente a che vedere con gli altri uccelli.