LA NASCITA
DELL'ALLEVAMENTO
"VILLA GONZAGA"
di Stefania Regonini
Questa è la storia di come è nato il mio attuale
allevamento amatoriale di Diamanti mandarino, Diamanti di gould e
Passeri del giappone.
Durante la mia infanzia, non ho mai potuto tenere animali da compagnia
quali cani, gatti, conigli nani o altri roditori in quanto mio padre
è allergico al loro pelo, ma sono sempre stata una grande
amante
degli animali, così i miei genitori mi hanno regalato
una
coppia di Canarini quando io avevo circa dieci anni.
Questi due Canarini sono vissuti diversi anni, ma sono riuscita a
vedere la nascita di soli cinque piccoli, poi un gatto Silvestro
randagio è riuscito ad entrare in casa di notte e si
è
mangiato la mia femmina che era una Gloster Corona.
Dopo questo fatto, non ho più voluto Canarini e il maschio,
di
ben sedici anni, vive tutt’ora a casa dei miei genitori,
anche se
io sono sposata e abito in un altro appartamento vicino al loro!
Poi mi hanno regalato una coppia di Pappagallini
Inseparabili,
che ho alloggiato in una voliera in giardino, questi hanno cominciato a
darmi più soddisfazioni e, soprattutto, più
pulletti.
Così ho deciso di allevare a mano uno dei loro piccoli che
adesso ha tre anni ed è addomesticato meglio di un cane o di
un
gatto. Addirittura mi chiama quando vuole fare il bagno….eh
sì!! Lei (è una femmina)si mette dentro al
lavello della
cucina e comincia a chiamare in continuazione, finché la
prendo
e la porto in bagno, dove apro l’acqua, le faccio una
pozzanghera
con le mani e lei si fa la doccia!!
Tutto è andato avanti così, fino
all’estate scorsa,
quando mi sono trovata a passare svariate ore del fine settimana a casa
da sola perché mio marito ha un hobby piuttosto impegnativo,
è pilota di aerei ultraleggeri.
Così cominciavo ad annoiarmi e parlando con lui, un giorno
mi
dice: “ma perché non cominci ad allevare qualche
altro
uccelletto?”.
Dopo qualche settimana andavo già di negozio in negozio
cercando
di valutare quale potesse essere la specie ideale per me.
All’inizio un negoziante mi ha consigliato e venduto tre
diverse
coppie di Esotici: una di Becchi di corallo, una di Canarini del
Mozambico e una di Diamanti mandarino; mi disse di tenerli
tranquillamente tutti in una sola gabbia spaziosa.
Ma ancora non era una cosa seria.
Dopo qualche ricerca via internet mi sono resa conto che dovevo
separare le tre coppie e che la più semplice da riprodurre
sembrava essere quelli di Diamanti mandarino.
Mi riattivo, di conseguenza, per acquistare altre gabbie,
preferibilmente da cova; mi chiedono delle cifre abbastanza alte e
anche per l’acquisto di altri esemplari.
Cerco, allora, delle alternative e riesco ad acquistare una decina di
gabbie da cova e qualche volieretta da un allevatore che cambiava
settore ad una cifra irrisoria.
Ad ottobre vado alla mia prima mostra ornitologica e mi innamoro anche
degli splendidi colori dei Diamanti di gould e della forma dei Passeri
del giappone. Mi impongo di acquistarne qualche coppia.
Contatto un allevatore di Carpi che mi vende dei soggetti in pessime
condizioni, quattro Diamanti di gould in parte senza piume, a suo dire
per qualche scaramuccia con altri Mandarini e Passeri del giappone
nella stessa voliera, ma poco dopo periscono tristemente.
Nuovamente alla ricerca via internet mi imbatto in quella che io
definisco il “Guru dell’Esotico”, Sabina
Romoli, la
quale mi informa che ha disponibili alcuni Diamanti di gould e Diamanti
mandarino di taglia olandese, di cui io non avevo mai sentito parlare.
Accetto e ci accordiamo per incontrarci alla mostra internazionale di
Reggio Emilia.
Quel 27 novembre 2005 è una data storica per me, sono
tornata a
casa con sei esemplari di Sabina e altri due acquistati alla
mostra-scambio.
Lo stesso mese mi iscrivo all’Associazione Ornitologica
Mantovana
e di conseguenza alla FOI, ordino i primi anellini e comincio a sperare
nell’avvio delle nuove coppie.
Non ho dovuto
aspettare molto per i primi risultati con i Diamanti
mandarino, mentre è una cosa più laboriosa con i
Diamanti
di gould, per quel che riguarda i Passeri del giappone, al momento, non
sono molto fortunata, nel senso che su otto esemplari non ho trovato
nessuna femmina, ma la ricerca continua……
E il mio allevamento non ha ancora smesso di crescere, infatti sto
cominciando a provare ad allevare le Calopsitte, ne ho tre esemplari, e
gli Inseparabili (Agapornis roseicollis), ne ho già altre
due
coppie.
Ora, sto progettando un nuovo locale allevamento, sarà
luminoso,
indisturbato e con la possibilità di riscaldare
l’ambiente.
Per quanto
riguarda il nome del mio allevamento amatoriale , "Villa
Gonzaga", è stato scelto in ricordo dei grandi signori che
nel
medioevo governarono Mantova e la fecero diventare una grande
città d'arte, impregnata di importanti eventi storici,
intrighi
politici e sentimentali e che si chiamavano appunto Gonzaga.
Alla fine il mio allevamento è nato semplicemente dalla
passione
per gli animali, dal tempo molto scandagliato da dedicargli e
dall’allergia a cani e gatti di mio padre!